Luisa Franchina è il nuovo presidente di Aiic, l’Associazione Italiana esperti in Infrastrutture Critiche, l’organismo nazionale che riunisce gli esperti di protezione delle infrastrutture critiche. Nel nuovo incarico Luisa Franchina subentra a Gregorio D’Agostino. Del nuovo consiglio direttivo fanno parte come vicepresidenti Raffaella D’Alessandro e Silvano Bari. Segretario Giampaolo Natale, tesoriere Maria Carla De Maggio. Consiglieri Sandro Bologna, Raoul Chiesa, Alessandro Lazari, Claudio Pantaleo e Alberto Traballesi.

Ingegnere elettronico con dottorato e post dottorato di ricerca in ingegneria elettronica e master in geopolitica (IASD) del Centro Alti Studi Difesa, Luisa Franchina ha conseguito la qualifica militare Cbrn alla Scuola di Rieti; ha lavorato come ricercatore in alcune università estere; è docente in master specialistici di alcune università (tra cui Sapienza, Tor Vergata, SIOI, Campus Biomedico, Università di Milano) sui temi della sicurezza nazionale. Ha pubblicato numerosi articoli e libri su temi di sicurezza e protezione infrastrutture critiche.

Il nuovo presidente dell’Aiic è stata direttore generale della segreteria per le Infrastrutture Critiche della Presidenza del Consiglio dei Ministri (2010-2013); direttore generale del Nucleo Operativo per gli attentati nucleari, biologici, chimici e radiologici al Dipartimento della Protezione Civile (2006-2010) e direttore generale dell’Istituto Superiore delle Comunicazioni e delle Tecnologie dell’Informazione, al Ministero delle Comunicazioni (2003-2006).

“Voglio rilanciare il ruolo dell’Aiic in relazione alla fragilità cui sono sottoposte le infrastrutture critiche nazionali, anche per le gravi tensioni geopolitiche internazionali in atto – afferma la neo presidente Aiic – Lo sviluppo, la sicurezza e la qualità della vita nei Paesi industrializzati dipendono dal funzionamento continuo e coordinato di un insieme di infrastrutture che, per la loro importanza, sono definite Infrastrutture Critiche e includono i sistemi energetici, le reti di comunicazione e di trasporto (aereo, navale, ferroviario e stradale), il sistema sanitario, i circuiti finanziari, le reti a supporto del Governo e della Pubblica Amministrazione, centrale e locale, e quelle per la gestione della sicurezza e delle emergenze”.

La neo-presidente ha sottolineato che “per ragioni di natura economica, sociale, politica e tecnologica queste infrastrutture sono diventate sempre più complesse ed interdipendenti. Se ciò ha consentito di migliorare la qualità dei servizi erogati e contenerne i costi, ha tuttavia indotto in queste infrastrutture nuove ed impreviste vulnerabilità. Queste rischiano di indurre reali pericoli per lo sviluppo ed il benessere sociale del nostro Paese anche a causa delle accresciute minacce legate sia all’estremizzazione dei fenomeni climatici, che alla tormentata situazione socio-politica mondiale».

“Il primo obiettivo della nuova presidenza – si legge in una nota – è quello di sollecitare le Istituzioni ad approvare una norma di legge per la protezione delle infrastrutture critiche nazionali. L’AIIC, con oltre un decennio di attività, punta pure a sviluppare studi sui modelli di sistemi complessi per il supporto nelle valutazioni delle interdipendenze e nelle previsioni degli impatti di ‘grandi disservizi’. Sono state già identificate attività da avviare immediatamente: uno studio per la formazione, anche in collaborazione con altre associazioni; il rilancio di attività informative, come seminari tematici; una indagine per identificare e catalogare le professioni collegate ai temi della protezione delle infrastrutture critiche”.