Manipolazione informativa: minacce FIMI nel Report EEAS

Manipolazione informativa

Lo spazio informativo è diventat­­o un terreno di confronto strategico a pieno titolo, nel quale campagne coordinate di manipolazione informativa si affiancano agli strumenti tradizionali del confronto geopolitico. La disinformazione non rappresenta più soltanto un problema di comunicazione, ma un fenomeno strutturato, spesso pianificato e finanziato con obiettivi precisi, che si intreccia sempre più frequentemente con lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. In questo contesto si inserisce il 4° Report dell’European External Action Service, EEAS, sulle minacce di Foreign Information Manipulation and Interference, FIMI, pubblicato nel marzo 2026, che offre una fotografia aggiornata delle dinamiche attraverso cui vengono condotte le campagne di manipolazione informativa a livello globale.

Il 4° Report EEAS sulle campagne di manipolazione informativa globale

Il rapporto ha analizzato 540 incidenti FIMI rilevati nel corso del 2025, di cui il 29% attribuito alla Russia e il 6% alla Cina. Il restante 65% risulta non attribuito con certezza, pur presentando indicatori di coordinamento riconducibili alle infrastrutture riconducibili ai due attori citati. Complessivamente sono stati coinvolti oltre 10.500 canali unici, tra siti di informazione fittizi, account sui social media e blog, spesso impegnati in attività coordinate su più piattaforme contemporaneamente. Un dato che emerge con chiarezza riguarda la natura prevalentemente occulta di queste infrastrutture, composte in larga parte da risorse non direttamente riconducibili a un attore statale ufficiale.

L’impatto dell’intelligenza artificiale nelle strategie di manipolazione informativa

Uno degli elementi più significativi individuati dal rapporto riguarda la crescita dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale all’interno delle campagne di manipolazione informativa. Nel 2025 il 27% degli incidenti rilevati ha coinvolto tecniche basate sull’AI, con un aumento da 41 a 147 casi rispetto al 2024, pari a una crescita di circa il 259%. L’intelligenza artificiale viene utilizzata per produrre testi su larga scala secondo modelli quasi identici, tradotti automaticamente in più lingue, per generare audio sintetico attraverso tecniche di clonazione vocale e per produrre video manipolati o interamente generati capaci di imitare persone reali, oltre a immagini sintetiche impiegate per rafforzare la credibilità percettiva di siti e profili fittizi.

Come riconoscere una rete coordinata di manipolazione informativa

Riconoscere una campagna coordinata richiede l’individuazione di pattern ricorrenti più che di singoli contenuti isolati. Il rapporto EEAS fa riferimento al concetto di Information Manipulation Set, definito come l’insieme di comportamenti, strumenti, tattiche e risorse riconducibili a uno stesso attore, anche quando questo non sia identificato con certezza. Tra gli indicatori più rilevanti figurano la pubblicazione simultanea di contenuti pressoché identici su account differenti, secondo uno schema che distingue account che generano il contenuto originale da account che lo amplificano, la creazione ravvicinata di domini o profili con caratteristiche simili, e la presenza di tracce tecniche residue lasciate dagli strumenti generativi, come messaggi di errore o metadati non rimossi dai file pubblicati.

Analisi delle reti e mappatura delle infrastrutture di manipolazione informativa

L’analisi delle interconnessioni tra i canali coinvolti rappresenta un ulteriore strumento di identificazione. La mappatura delle co-occorrenze, ovvero la presenza ricorrente degli stessi canali all’interno degli stessi incidenti, consente di ricostruire reti operative e di individuare nodi centrali che fungono da infrastruttura portante per la distribuzione dei contenuti verso pubblici differenti. Questo tipo di analisi ha permesso, ad esempio, di osservare come alcune reti di amplificazione vengano utilizzate in modo intercambiabile da attori differenti, a seconda delle esigenze specifiche di ciascuna campagna.

ERA Intelligence: tecnologie di analisi per contrastare la disinformazione

La difficoltà principale nella gestione di questo fenomeno risiede proprio nella natura frammentata e occulta delle infrastrutture coinvolte, che rende complessa un’attribuzione certa e richiede un approccio multidisciplinare, capace di collegare l’analisi dei contenuti con elementi tecnici, finanziari e organizzativi. Comprendere l’evoluzione di queste minacce richiede la capacità di raccogliere, correlare e interpretare informazioni provenienti da fonti aperte, documentazione tecnica e contesti geopolitici differenti, individuando segnali deboli prima che si consolidino in fenomeni più ampi.

Piattaforme di intelligence come Era permettono di integrare informazioni provenienti da fonti eterogee – OSINT e feed RSS, documentazione tecnica, report specialistici – contribuendo a costruire una visione più completa dell’evoluzione delle minacce. La capacità di interpretare segnali deboli e comprendere fenomeni emergenti rappresenta infatti un elemento essenziale per la gestione del rischio.

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