Crisis Management: governance e gestione delle crisi

Crisis management oltre l’incidente cyber

La gestione delle crisi richiede una visione più ampia degli incidenti cyber. Secondo diverse analisi di risk management, solo una parte minoritaria delle crisi ha origine esclusivamente informatica, mentre la maggior parte è legata a interruzioni della supply chain, eventi naturali o problemi reputazionali. Concentrarsi esclusivamente sulla tecnologia significa ignorare che gli eventi critici nascono spesso al di fuori del perimetro IT e colpiscono direttamente l’operatività e l’immagine delle organizzazioni.

Impatti sistemici e dimensione di business nel crisis management

Gli ultimi anni hanno evidenziato la portata di questi impatti: nel 2024 un aggiornamento software difettoso ha causato interruzioni diffuse di servizi a livello globale, mentre l’attacco ransomware al Colonial Pipeline ha generato carenze di carburante e dichiarazioni di emergenza negli Stati Uniti. In entrambi i casi la crisi ha prodotto conseguenze economiche e sociali di gran lunga superiori al guasto tecnico iniziale, dimostrando che le crisi sono eventi di business e non semplici incidenti tecnologici.

Modello ibrido e standard internazionali per il crisis management

Per gestire queste sfide è necessario adottare un modello ibrido che integri cybersecurity, IT, continuità operativa, funzioni legali e comunicazione. Molte organizzazioni stanno sviluppando strutture trasversali coordinate da figure responsabili della resilienza, nelle quali incident manager appartenenti a domini diversi condividono informazioni e decisioni, allineandosi agli standard internazionali e ai framework di riferimento. In questo contesto, lo standard ISO 22361 definisce la crisi come un evento anomalo che richiede risposte strategiche e pone l’accento su leadership, integrazione con la gestione del rischio e della continuità operativa, comunicazione efficace e formazione continua. Gli standard di continuità operativa, come ISO 22301 e le relative linee guida applicative, sono strutturati secondo il ciclo Plan Do Check Act e richiedono di identificare i processi critici, definire obiettivi minimi di continuità (Minimum Business Continuity Objective) e tempi massimi di inattività (Maximum Acceptable Outage), nonché di monitorare in modo sistematico le prestazioni. La preparazione, ricorda ISO 22361, si fonda inoltre su esercitazioni periodiche e sull’analisi delle lessons learned per accrescere la prontezza organizzativa.

Framework operativo di crisis management e coordinamento interfunzionale

Un framework di crisis management si articola in fasi codificate: identificazione rapida dell’evento, contenimento tecnico, analisi dell’impatto, attivazione delle procedure di notifica e di comunicazione interna ed esterna, per poi proseguire con la revisione e il miglioramento continuo. Ogni fase richiede coordinamento tra funzioni diverse e la capacità di operare sotto pressione, spesso con informazioni incomplete e in costante evoluzione. In assenza di un supporto strutturato, il rischio è quello di risposte frammentarie, ritardi decisionali o carenze nella documentazione delle azioni intraprese, con possibili conseguenze anche sul piano normativo.

Crisis management e gestione di eventi ibridi

L’evoluzione delle minacce impone inoltre la capacità di rispondere a eventi ibridi in cui cyber, IT e operations risultano strettamente interconnessi. Le crisi possono avere cause composte e generare reazioni a catena tra domini fisici e digitali. L’impiego di piattaforme collaborative e di sistemi di analisi avanzata consente di migliorare la situational awareness, ridurre i tempi decisionali e tracciare in modo strutturato le azioni svolte, facilitando sia la mitigazione degli impatti sia il rispetto degli obblighi normativi e la tutela della reputazione.

Artemide e il crisis management simulato

Artemide, piattaforma di Hermes Bay, nasce per supportare la gestione e la simulazione delle crisi in questo contesto. Consente di mappare le procedure aziendali e guidare l’attuazione dei protocolli di emergenza, garantendo la tracciabilità delle attività svolte. La piattaforma permette anche di simulare scenari in modalità Table‑Top, in presenza o da remoto, in ambienti guidati da un Game Master. Queste esercitazioni coinvolgono attivamente i partecipanti, favorendo la raccolta di dati utili a migliorare piani di risposta, catene decisionali e flussi di comunicazione, così da costruire una cultura della resilienza.

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Luisa Franchina, Presidente AIIC

Tommaso Diddi, analista Hermes Bay

Crisis management – Immagine del mondo visto dal punto di vista cyber

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