Il Global Risks Report 2025 del World Economic Forum propone una lettura dei rischi globali che mette in evidenza il crescente intreccio tra fattori geopolitici, economici, tecnologici, ambientali e sociali, sottolineando come tali dinamiche tendano a rafforzarsi reciprocamente nel breve e medio termine. L’analisi si sviluppa lungo orizzonti temporali distinti, con particolare attenzione al periodo fino al 2027 e, in una prospettiva più ampia, al decennio successivo, evidenziando come la complessità delle interconnessioni aumenti la probabilità di impatti diffusi e difficilmente confinabili.
Contesto e instabilità nel breve e medio periodo
Nel breve e medio periodo, il Report segnala un contesto caratterizzato da elevata instabilità geopolitica, frammentazione economica e crescente pressione sui sistemi globali, in cui rischi informativi, tecnologici e ambientali assumono un ruolo rilevante. In particolare, viene evidenziato come la combinazione di tensioni politiche, vulnerabilità delle catene di approvvigionamento, eventi climatici estremi e dipendenza da infrastrutture digitali possa amplificare gli effetti di singoli shock, generando conseguenze che si estendono oltre i settori direttamente colpiti.
Rischi sistemici come fenomeno dinamico
L’attenzione del Report non è rivolta esclusivamente alla probabilità dei singoli eventi, ma alla velocità e all’ampiezza con cui gli impatti possono propagarsi attraverso sistemi altamente interconnessi. In questo senso, il rischio emerge soprattutto come fenomeno dinamico, legato alle interdipendenze tra attori, territori e infrastrutture critiche. Un’interruzione in un nodo strategico, sia esso logistico, energetico o digitale, può tradursi rapidamente in effetti economici, sociali e politici di ampia portata, soprattutto in assenza di meccanismi di coordinamento efficaci.
Scenari “what if” e analisi dei rischi sistemici
Pur non adottando formalmente una struttura basata su scenari “what if”, l’impostazione del Global Risks Report 2025 si presta a questo tipo di lettura analitica. La descrizione dei rischi e delle loro interazioni consente infatti di esplorare, in chiave ipotetica, come differenti shock possano combinarsi e produrre effetti a cascata. L’utilizzo di scenari “what if” permette di spostare l’attenzione dall’evento iniziale alle traiettorie di propagazione del rischio, aiutando a individuare punti di vulnerabilità sistemica e potenziali effetti domino lungo le catene di interdipendenza.
Gestione dei rischi sistemici in sistemi complessi
In questa prospettiva, la sfida principale non risiede tanto nell’anticipare il singolo evento critico, quanto nel comprendere come sistemi complessi reagiscano a perturbazioni simultanee o successive. Il Report evidenzia come decisioni prese in modo frammentato, senza una visione integrata delle interconnessioni, possano contribuire ad amplificare gli impatti complessivi, rendendo più difficile la gestione delle crisi nel breve periodo.
Demetra: simulazione e analisi dei rischi sistemici
L’analisi proposta dal World Economic Forum richiama quindi l’importanza di approcci in grado di cogliere la dimensione sistemica del rischio, favorendo una lettura trasversale delle vulnerabilità e delle dipendenze critiche. Da questa prospettiva, Hermes Bay offre tra i propri prodotti la piattaforma Demetra, progettata per l’analisi del rischio e la simulazione di scenari complessi. Grazie a un motore proprietario, Demetra consente di modellare interdipendenze tra settori, infrastrutture e processi, simulare effetti a cascata e valutare le strategie di mitigazione per assicurare la continuità operativa e la sicurezza delle supply chain.


